Moda: imitazione o distinzione?

Bella domanda vero?

Quando pensiamo a “qualcosa che sia di moda” la nostra mente corre subito ad abiti, telefonini, look, locali dove va la maggior parte delle persone o appunto “le persone alla moda”.

www.monsa.com

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www.vadimoda.it

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www.elle-magazine.com

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O pensiamo agli uomini e alle donne che hanno fatto la storia della moda e che, proprio per questo, restano sempre presenti nelle tendenze attuali.

Gianni Verscae - Photo By Rex Features 1991

Gianni Verscae – Photo By Rex Features 1991

Coco Chanel

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Mary Quant - www.bigodino.it

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Come è facile immaginare, la moda è stata oggetto di studi sociologici ma soltanto a partire dalla prima metà del ‘900, per poi affermarsi prepotentemente negli anni ’60.

Sembrerebbe strano, ragionando con gli occhi di oggi, che la moda non fosse oggetto di studi sociologi o anche psicologici prima di questo periodo storico, ma lo è diventata solo quando è stata vista come un aspetto culturale oltre che sociale, ha preso sempre più il sopravvento tra gli oggetti di studio della sociologia.

…c’è stato bisogno di un po’ di tempo, quindi, affinchè la moda attirasse l’attenzione di signor sociologi del calibro di Georg Simmel o Gabriel de Tarde.

Gabriel de Tarde

Gabriel de Tarde

George Simmel

George Simmel

Il dibattito sulla moda come fenomeno sociale di imitazione o distinzione ha sempre animato i saggi sociologici. Gabriel de Tarde individua infatti proprio nell’imitazione l’origine di ogni attività umana e la società come l’insieme di tali individui che si imitano reciprocamente. Qualche anno dopo invece, Georg Simmel riprende questo concetto di imitazione dandogli una sorta di spiegazione: l’individuo imita gli altri per liberarsi del peso della responsabilità di una scelta accogliendo gli stimoli sociali.

Simmel introduce però il concetto di moda come distinzione in posizione dialettica rispetto alla moda come imitazione di un modello dato, nel senso che il modello dato può costituire una sorta di stimolo e l’individuo poi sceglie se seguirlo ed imitarlo appunto o se invece differenziandosi applicando una personalizzazione o un elemento di distinzione.

Certo qui si aprirebbe tutto un discorso sul seguire la moda come segno d’appartenenza ad un ceto o ad un gruppo sociale o come fuga da un’etichetta associata ad una determinata moda. O ancora, i cicli storici della moda che si ripropone quasi con cadenze regolari…

Evoluzione della moda

Evoluzione della moda

 

Ci sarebbe davvero tanto da dire, ma non voglio annoiarvi con troppi cenni storici e sociologici, ma voglio solo darvi qualche riferimento rispetto alla domanda originaria: la moda è per voi imitazione o distinzione?

Se ci pensate bene, quando c’è qualcosa che si usa molto, che usano tutti, che vendono tutti diventa subito attraente…magari quella stessa cosa vista in tempi non sospetti non vi era poi piaciuta più di tanto, ma solo il fatto che poi avete avuto modo di riscontrarla su più persone, in più negozi o in più circostanze, inizia a farvi osservare quell’oggetto o quel luogo in maniera diversa. Questo perchè, è rassicurante indossare o fare quello che indossa o usa la maggior parte delle persone a noi vicine.

O ancora, un’altra forma di imitazione è quella dovuta all’irraggiungibilità di un oggetto, e come succedeva quanto i ceti borghesi imitavano i ceti aristocratici, succede ancora oggi, quando troviamo da Zara o in altri franchising o marche più accessibili, delle chiare imitazioni di oggetti di lusso.

www.littlesnobthing.com

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Zara vs Valentino

Zara vs Valentino

 

Poi c’è invece, quella forma di moda che nasce dall’esigenza di personalizzare il proprio look o semplicemente in maniera del tutto spontanea, nasce dall’utilizzo inusuale o inatteso di un oggetto.

Questo è quello che accade quando un uomo o una donna dello spettacolo per scelte del tutto personali iniziano ad usare un abbigliamento o un accessorio poco convenzionale. Ad esempio è quello che accadde con Audrey ed i kitten heels: fino a quando non li iniziò ad indossare lei, i kitten heels erano destinate solo alle teen-ager, e poi divennero un must per le signore bon-ton. Emulazione che dura fino ai giorni nostri!

Audrey Hepburn

Audrey Hepburn

audreycarlamichelle

Emulazione a distanza di decenni da due first ladies

 

…e di nuovo la moda da distinzione ritorna ad essere emulazione ed imitazione.

A volte questo accade anche nel nostro piccolo, quando ad esempio, una nostra amica inizia ad usare un foulard come cintura e la cosa ci piace ed allora anche noi iniziamo a farlo o a studiare modi alternativi di utilizzo di un foulard: in fondo, è così che nasce una tendenza!

Io credo che il bello della moda, sia proprio che non debba possedere i nostri gusti, ma semplicemente stimolare le nostre papille gustative nella scelta di cosa indossare o che posti frequentare.

Siamo noi a dover dare un trend al nostro look, a cercare quello che ci fa sentire bene e quello che ci fa valorizzare quello che abbiamo dentro.

> G. Versace

<> G. Versace

A volte l’imitazione è necessaria, ad esempio nel posto di lavoro, a volte l’imitazione è la soluzione ad esempio in un periodo complicato, a volte l’imitazione è una maschera o altre volte ancora è un alibi.

Di certo però, l’imitazione difficilmente sarà portavoce efficace di quello che noi siamo o che vogliamo comunicare.

A volte basta poco, un tocco di colore, una scarpa particolare o un abbinamento insolito ed inaspettato per renderci speciali ed uniche e farci rispondere alla domanda se la moda sia imitazione o distinzione : “distinzione”!

E voi, cosa ne pensate?

 

Be Fabulous

 

 

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